L’altro giorno
L’altro giorno stavo dando uno sguardo ai cantanti che parteciperanno a Sanremo 2026 e mi sono reso conto che non ne conosco quasi nessuno e credo sia un sintomo certo del fatto che mi sto invecchiando mentre Sanremo invece sta ringiovanendo.
Però
Però qualcuno lo conosco, per esempio conosco Fulminacci e penso proprio che farò il tifo per lui perché secondo me è molto bravo. Il pezzo non l’ho ancora sentito, per forza, e non credo nemmeno che lo sentirò perché Sanremo comincia di solito verso le nove di sera ma prima che qualcuno cominci a cantare ci vuole almeno una mezz’ora buona e magari Fulminacci canta pure dopo un’altra ora dall’inizio del festival e io sono sicuro che alle undici meno venti undici meno un quarto già dormo.
Comunque sia
Comunque sia tiferò Fulminacci, sia perché mi piace sia perché qualche tempo fa ero in macchina con mia figlia che guidavo e ascoltavo Fulminacci e lei a un certo punto se ne esce e mi dice: A me la musica che ascolti tu proprio non mi piace. E io a quel punto le dico: Guarda che Fulminacci non è mica una roba che ascolto solo io, e poi c’avrà più l’età tua che la mia Fulminacci, secondo me non c’ha nemmeno trent’anni. E lei mi risponde: Eh ma a me non mi piace lo stesso.
E io
E io in queste circostanze vorrei essere bravo a far finta che non mi interessa dei giudizi degli altri ma non ci riesco, e allora comincio a rimuginare, e più rimugino più mi sale il nervoso. E anche quella volta ho cominciato a rimuginare a innervosirmi, ma mi sono un po’ calmato quando mi è venuto in mente che una cosa del genere mia figlia me l’aveva detta anche qualche anno fa, mentre guardavo una partita della Roma, e in quella circostanza mi era venuta vicino e mi aveva detto: Ma come fai a tifare la Roma che perde sempre? Io preferisco la Juve.
E io
E io anche in quell’occasione avrei voluto fingere indifferenza e noncuranza ma non ce l’ho fatta perché non so fingere e allora ho cominciato a rimuginare e a innervosirmi come sempre e ho pensato: Ma a parte che le Juve di adesso non è più la Juve di Del Piero ma nemmeno quella di Pirlo (io quelle prima non me le ricordo), ma poi che c’entra la Juve, io sono della Roma perché sono della Roma e basta, mica perché vince o non vince, io sono della Roma perché sono nato così, e non ci posso fare niente se faccio il tifo per una squadra che mi fa soffrire, è una specie di condizione esistenziale che c’ho, e me la tengo, e certe volte mi rende pure felice essere così, perlomeno quando non soffro.
Fatto sta
Fatto sta che quella volta della Roma il rimuginamento e l’innervosimento mi è durato più del solito e mia figlia, qualche tempo dopo, un po’ a tradimento, ho deciso di portarla allo stadio a vedere la Roma.
Era un Roma Salernitana
Era un Roma Salernitana con Mourinho in panchina e la Roma perdeva uno a zero e mia figlia mi guardava come per dire: Te l’avevo detto. Poi però la Roma ha pareggiato e qualche minuto prima della fine ha segnato ancora e ha vinto la partita. E al secondo gol, nonostante la sua noncuranza un po’ studiata, mia figlia non s’è retta più e s’è alzata in piedi per esultare. E quando siamo usciti dallo stadio mi ha detto: Va bene divento della Roma pure io. E a quel punto io, che gongolavo dentro ma non volevo darlo a vedere, le ho risposto: C’è da soffrire però, e lei mi ha risposto: Va bene.
E quando ho ripensato
E quando ho ripensato a questo episodio mi è venuto in mente che potrei tentare un’operazione del genere anche col Sanremo di quest’anno 2026. Potrei tentare di rimanere sveglio oltre le undici meno un quarto e fare il tifo per Fulmincacci nonostante la classifica sfavorevole che mi immagino (poi magari sbaglio). Solo Fulminacci dovrebbe farmi il favore, quest’anno, di cantare non benissimo, dovrebbe cantare un po’ alla maniera come potrebbe cantare la Roma di Mourinho a Sanremo, che all’inizio magari farebbe un po’ di fatica ma poi a un certo punto potrebbe segnare un gol, e quel punto dovrebbero andare tutti in difesa a difendere, e vincere magari, come con la Salernitana, con un gol in contropiede, a pochi minuti dalla fine.
Non so
Non so quale potrebbe essere il corrispettivo musicale di un risultato del genere a Sanremo, forse un premio della critica o un terzo posto. Forse una cosa del genere. Una vittoria senza esagerare, una vittoria nel suo piccolo. Come la Roma con la Salernitana quella volta.

