Io sono uno che si arrabbia spesso, per un sacco di cose. L’altro giorno, per esempio, stavo attraversando la strada, sulle strisce pedonali, non ero col piede già sulla striscia ma a trenta centimetri di distanza, ancora sospeso per aria, e un tale con la macchina mi ha suonato e allora io mi sono fermato e gli ho detto: «Cazzo ti suoni?», e quello mi ha urlato: «I pedoni sui marciapiedi devono camminare, non per la strada» e allora io gli ho detto, urlando pure io: «E per attraversare da un marciapiede all’altro che fanno, saltano?» e ho continuato a camminare per i fatti miei.
Però poi a questo fatto ho continuato a pensarci, mi rivedevo la scena davanti agli occhi, com’era andata, cosa avrei potuto fare, cosa avrei potuto dire per essere più pungente, e riformulavo le mie battute, che ogni volta le mie battute diventavano più volgari, finché a un certo punto mi sono detto: «Vabbè però adesso basta, devo inventarmi qualcosa per farmi andar via la rabbia».
E così da quel giorno mi sono messo la regola, una specie di fioretto ho fatto, che ogni volta che mi viene da innervosirmi per qualcosa, prima di innervosirmi dico dieci Ave Maria. E ieri, a distanza di un po’ di giorni da quando ho cominciato questa pratica, proprio ieri, alla fine della giornata, mi sembrava fosse andata bene con la gestione della rabbia, e pure con le Ave Maria, e allora le ho contate, quante ne avevo dette, ne avevo dette novanta, quasi due rosari.

