Le macchine grosse

Non ho fatto uno studio approfondito sull’argomento ma sono abbastanza sicuro che le macchine per strada stanno diventando sempre più grosse. Anche quelle piccole stanno diventando più grosse, figurarsi quelle che erano grosse già prima, su quelle abbiamo perso il controllo da tempo.

Ma non è questo il punto. Il punto è che al giorno d’oggi per strada è pieno di macchine grosse che faticano a circolare, a fare una manovra, a fare un’inversione, a fermarsi a uno stop o a un semaforo. E non perché la gente non sappia guidare. Perché la gente, quando ci si mette e si concentra sulla strada invece che sul telefono, saprebbe pure guidare. Niente di eccezionale ma saprebbe guidare. Il problema è che le macchine sono troppo grosse e ormai è sempre più difficile farle stare dentro alle righe che delimitano le strade e i parcheggi.

Fino a prima di questo ingrossamento automobilistico generalizzato, un automobilista medio arrivava in un posto, parcheggiava, poi apriva lo sportello dall’auto, usciva e richiudeva lo sportello.

Adesso, quando uno arriva da qualche parte, innanzitutto deve fare attenzione a entrare nel parcheggio senza strusciare le altre macchine vicine perché lo spazio per fare manovra è risicatissimo. Poi, una volta che ha parcheggiato, deve fare attenzione ad aprire lo sportello senza dare una sportellata alla macchina di fianco per non rigarla e andare in causa col vicino (mettiamo che la macchina è del vicino), che magari è già un rompicoglioni di suo, figurarsi se gli righi pure la macchina, chi lo sente più.

Poi, deve riuscire a venire fuori dalla macchina trattenendo il respiro in modo da passare in quel poco di spazio che è riuscito a creare aprendo lo sportello senza piantarlo nello sportello dell’auto di fianco.

E questo per i parcheggi. Ma per strada la situazione è ancora peggio. Io, per esempio, sono romano, e da bravo romano mi capita di prendere il Raccordo, e sul Raccordo c’è sempre traffico, pure la notte c’è traffico, pure quando c’è la giornata ecologica che non si può girare con l’auto c’è traffico. Ma se non fosse per il traffico, adesso dico una cosa impopolare che mi odieranno in molti dopo averla detta: io trovo che il Raccordo possieda in sé degli scorci molto interessanti e delle uscite quasi poetiche.

Al netto della sua poeticità però, che adesso c’entra poco col discorso generale, il problema del Raccordo è che è piccolo. Ha solo tre corsie, oltre a una d’emergenza, e le macchine ingrossate dei tempi di oggi ci stanno talmente tanto strette dentro queste tre corsie che, secondo me, alla prossima infornata di auto che si ingrossano ancora di più, il Comune di Roma sarà costretto a ridurle a due le corsie, perché non ci sarà altro modo per farcele stare dentro.

E a quel punto a Roma avremo un Raccordo che sarà come tornare al passato degli anni Ottanta quando di corsie ce n’erano solo due.

E quando le macchine diventeranno ancora più grosse e ci vorrà la patente C per guidarle, a quel punto il Comune di Roma sarà costretto a ridurre le corsie del Raccordo a una, e non so se potremo ancora chiamarlo Grande Raccordo anulare, sarebbe un’iperbole, una cosa eccessiva, toccherà trovare qualcosa di più adatto ai tempi che corrono, toccherà chiamarlo, non lo so, Circonvallazione storica capitolina, o una cosa del genere, una locuzione più adatta a descrivere i tempi di adesso, che sono tempi di strade strette e automobilisti inadatti e macchine così grosse che non entrano più da nessuna parte.