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La Metro B

Devo confessare

Devo confessare che con la linea B della metro di Roma ho sempre avuto un rapporto affettivo molto intenso. Con la metro A non è la stessa cosa. La metro A l’ho frequentata per alcuni anni perché mia nonna viveva proprio sopra la fermata di Lucio Sestio, sulla Tuscolana. E anche adesso ogni tanto la prendo per andare in ufficio. Ma non tanto spesso, perché se posso preferisco prendere il 23, un autobus che si ferma subito fuori Piramide, che è metro B, e io preferisco.

Una fermata

Una fermata che amo molto, ce ne sono tante di fermate della metro B che amo molto, ma una che amo davvero molto è Castro Pretorio. Un po’ per il nome, Castro Pretorio, che ha un suono incredibile, un po’ per il fatto che lì davanti c’è la biblioteca nazionale, e in biblioteca nazionale ci lavorava mia zia, ci ha lavorato fino a un paio di anni fa, prima di andare in pensione, e quando andavo lì a trovarla lei mi faceva entrare, mi faceva fare dei giri incredibili, negli uffici e nelle sale della biblioteca, e mi portava a vedere gli archivi e i cataloghi e la sala degli incunaboli.

Sempre sulla linea B

Sempre sulla linea B della metro di Roma c’è un’altra fermata, Marconi si chiama, che io fino a quando non c’è andata a scuola mia figlia, proprio davanti a quella fermata, io continuavo a chiamarla Eur Marconi. Questo perché le tre fermate prima, o dopo, dipende dal verso in cui uno prende la metro, si chiamano Eur Magliana, Eur Palasport ed Eur Fermi. Però Maconi non è Eur, Marconi si chiama solo Marconi e basta. Ma c’è da dire che uno, con tutti quegli Eur prima o dopo, si può anche confondere, soprattutto uno come me che mi confondo spesso.

Alla metro B

Alla metro B di Policlinico ci scendevo nel periodo in cui mio papà stava male e mi toccava andare a prendere i referti per sapere quanto stava male. E di solito stava sempre peggio della volta prima. Anche quando ho ricevuto la prima telefonata in cui mio papà mi diceva che forse stava male, ancora non si sapeva quanto, anche quella volta ero a Policlinico, perché lì c’era una sala prove dove ci incontravamo coi miei amici dell’epoca per preparare delle serate che facevamo in giro per Roma a suonare le canzoni di Paolo Conte e a leggere i libri di Queneau.

Prima delle prove

Prima delle prove ci prendevamo sempre due Negroni e quando scendevamo nella sala prove, dove io andavo pur non sapendo suonare nessuno strumento, si stava così bene, con quei due Negroni addosso.

Al capolinea

Al capolinea della metro B Rebibbia ci sono sceso tutte le mattine per dieci anni per andare a lavorare mentre a Tiburtina ci passavo quasi tutte le mattine e le sere negli anni dell’università.

A Cavour

A Cavour c’è un pub dove mi sono sbronzato un pomeriggio negli anni del liceo ed è stata una delle mie prime sbronze. Mi è piaciuto talmente tanto sbronzarmi quella volta che mi ero convinto, in quel periodo e per un po’ di tempo, che nella mia vita il mio sogno sarebbe stato quello di aprire un pub per sbronzarmi senza pagare. Poi ho rinunciato quando ho scoperto che per aprire un pub servono dei capitali e io non ho mai avuto capitali in vita mia, ho giusto quelli che mi servono per bere qualche birra ogni tanto ma non quelli che mi servirebbero per venderle.

Alla fermata Colosseo

Alla fermata di Colosseo ci sono sceso tante volte, ma la volta in cui ci sono sceso per correre la mia prima mezza maratona mi sembrava di non esserci mai stato prima. L’ultima volta che ci sono tornato, qualche settimana fa, avevano aperto anche la fermata Colosseo della metro C, che è una fermata nuovissima, e io ci sono entrato e ci ho fatto un giro e l’ho trovata molto bella e molto moderna, però continuo a preferire la vecchia fermata della linea B perché sono un tipo a cui piacciono le cose vecchie e un po’ superate.

A Quintiliani

A Quintiliani non ci sono mai sceso perché negli anni in cui ci passavo era sempre chiusa. Adesso non lo so com’è, se è ancora chiusa o è aperta, ma ormai mi sono affezionato all’idea che sia chiusa e preferisco ricordarmela così.

Tutto questo

Tutto questo solo per dire del mio rapporto affettivo con la metro B di Roma e del fatto che, per come la vedo io, gli altri residenti di Roma come me che la prendono per andare a lavorare, e anche tutti i non residenti turisti che la prendono per andare a vedere i monumenti del centro, e anche tutti gli altri di cui non sappiamo nulla della residenza che la prendono per fare un giro basta, tutti quanti questi, secondo me, dovebbero averci un po’ meno fretta e un po’ meno aggressività quando stanno sulle banchine, sui vagoni e sulle scale mobili della metro B, e osservarla anche un po’ più attentamente, la metro B, perché certe volte succedono delle cose incredibili lì sotto, molto più incredibili di quelle che possono succedere, non lo so, davanti al Colosseo o a piazza san Pietro. Che lì cosa vuoi che succeda, al Colosseo o a piazza san Pietro. Niente ci succede, ve lo dico io.