Il limite della decenza

ventriloquo

Stavo leggendo un articolo sul fatto che i genitori di oggi non sono capaci di dare dei limiti ai propri figli e mi è venuto in mente un viaggio in treno che ho fatto, qualche settimana fa, da Napoli a Roma, in cui nella carrozza dove stavo mi sembravano tutti un po’ scemi.

Seduta di fianco a me per esempio c’era una ragazza bionda che diceva a tutti di essere incinta, l’ha detto anche a me, e io l’ho guardata, non si vedeva che era incinta, niente pancia. Ma lei continuava a fermare la gente e a dire che era incinta e che le donne incinte vanno spesso in bagno e quindi lei, siccome era incinta, doveva andare spesso in bagno. E dopo aver detto a tutta la carrozza di essere incinta e di dover andare spesso in bagno ha cominciato a mandare vocali alle sue amiche per raccontare a tutte cosa significava essere incinta e dover andare spesso in bagno.

Poi c’era un tale che pure lui mandava vocali, alla figlia, per dirle della difficoltà che aveva a trovare certi vestiti, e lei gli rispondeva, sempre per vocale: Ma com’è che sei così coglione che non trovi mai niente? E lui se li ascoltava a tutto volume questi messaggi, senza curarsi del fatto che la figlia gli dava del coglione come se niente fosse. E più lui insisteva: Rita, secondo me questi vestiti non li possiamo trovare come dici tu, più lei rispondeva: Ma piantala, coglione. E lui non faceva una piega.

Poi c’era un signore che sembrava un po’ stordito e guardava nel vuoto e intanto scrollava video a tutto volume in faccia al figlio piccolo che sembrava anche lui un po’ stordito e guardava fisso il telefono ma sembrava che pure lui guardasse nel vuoto.

Ma il peggio di tutti era un ragazzo che teneva in braccio il figlio piccolo come fosse il pupazzo di un ventriloquo e diceva, rivolto agli altri passeggeri: Perché non saluti i signori, amore di papà? E poi fingeva di far parlare il figlio, scuotendolo un po’: Sì papà, certo, buongiorno signori.

Perché, per carità, adesso mia figlia è grande ma magari pure io in passato ho perso il senso della misura e del pudore in pubblico per amore suo, però non mi ricordo di aver mai fatto il ventriloquo in treno usandola come pupazzo.

E non ne sono certo ma, per tornare all’articolo che ho letto sui genitori che non sanno dare i limiti, secondo me noi genitori non solo dovremmo dare dei limiti ai nostri figli, ma dovremmo pure darceli a noi stessi dei limiti, come quello di non superare il limite della decenza.

E nel caso faticassimo a renderci conto di quand’è che lo stiamo superando, il limite della decenza, potremmo adoperare degli strumenti per aiutarci, come per esempio dei questionari, in cui dentro potrebbero esserci delle domande semplici come: Hai mai pensato di utilizzare tuo figlio come pupazzo da ventriloquo? Che se uno risponde di sì vuol dire che ha bisogno di aiuto.