Adesso che è qualche giorno che si è abbassata la temperatura e non si muore più di caldo a tutte le ore del giorno e della notte mi è venuto in mente un racconto di Kurt Vonnegut sul Natale. È un racconto che sta dentro una raccolta che s’intitola Baci da 100 dollari, pubblicata da una casa editrice che non esiste più e che si chiamava ISBN e con la traduzione di Francesco Pacifico.
Il racconto s’intitola Mentre i mortali dormono e ha per protagonista un tale, Fred Hackelman, che fa il caporedattore in un giornale locale e odia il Natale e nonostante questo a un certo punto viene obbligato dal suo editore a far parte della giuria cittadina che deve decidere il vincitore di una gara natalizia di illuminazione.
Hackelman è talmente esasperato dall’idea di doversi occupare della gara di illuminazione che si licenzia, ma dopo 27 ore (suo record di assenza dal giornale) torna e si rivolge al giornalista che è poi è la voce narrante del racconto mormorando qualcosa. Il giornalista allora gli fa: «Chiedo scusa?» e Hackelman dice: «Ho detto buon Natale» e dopo che il giornalista ha ricambiato l’augurio Hackelman aggiunge: «Be’, senti, non manca molto, vero, prima che il vecchio babbione con la lunga barba bianca venga scampanellando sui nostri tetti coi bei regalini per tutti quanti?» e il giornalista risponde che No, non manca molto.
A quel punto Hackelman dice una cosa che mi ha fatto avvicinare di molto alle sue posizioni sul Natale, perché alla pagina 107 del libro, dopo che il giornalista suo collega gli ha confermato che non manca molto al Natale, lui dice: «Un uomo che può frustare delle piccole renne è capace di tutto». Che è un fatto a cui non avevo mai pensato però è vero.

